Ho visto Versailles no bara per la prima volta!

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Re: Ho visto Versailles no bara per la prima volta!

Messaggio Da Julius il Gio Mar 13, 2008 9:16 pm

Guarda se la D-Visual ritarderà le uscite, io ti consiglio anche l'edizione della Planet Manga che non mi sembra bruttissima. E' solo uno stress che siano tanti volumetti, speriamo che la D-Visual pubblicherà tankobon!

Se t'interessa il disegno io ti consiglio anche gli artbook dell'Ikeda^^

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Re: Ho visto Versailles no bara per la prima volta!

Messaggio Da lLuca il Ven Mar 14, 2008 10:29 am

Julius ha scritto:Guarda se la D-Visual ritarderà le uscite, io ti consiglio anche l'edizione della Planet Manga che non mi sembra bruttissima. E' solo uno stress che siano tanti volumetti, speriamo che la D-Visual pubblicherà tankobon!


Io te la sconsiglio perhcé è davvero mal fatta, non solo per la poca cura della parte grafica (copertine e lettering), ma proprio per i tanti errori presenti di traduzione e adattamento all'interno della storia, per non parlare poi degli articoli di approfondimento scritti senza neanche fare una ricerca o un controllo sulle notizie, e si che alcuni potevano esser anche interessanti.

Se parti da zero, il mio conslgio è aspetta la D VISUAL, almeno sei sicuro d avere un edizione fatta bene,

Se t'interessa il disegno io ti consiglio anche gli artbook dell'Ikeda^^


Questi te li consiglio anch io che ne ho un paio.

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Re: Ho visto Versailles no bara per la prima volta!

Messaggio Da Moenen il Ven Mar 14, 2008 2:56 pm

Penso anch'io di aspettare D/visual, non vorrei ricomprarla due volte. Magari, potrei provare a leggere Orpheus. E di "Caro Fratello" che cosa mi dite? Sono belli l'anime e il manga? Se non sbaglio c'é un personaggio somigliante a Oscar che si chiama Saint Just...

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Re: Ho visto Versailles no bara per la prima volta!

Messaggio Da Julius il Ven Mar 14, 2008 3:20 pm

Bè, non so se la Planet Manga abbia sbagliato la traduzione in verità. Quella di Orpheus no mado è sicuramente imperfetta!
Eppure io sapevo che la traduzione della Planet Manga fosse migliore di quella Granata Press. Se poi quella della D-Visual sarà migliore ben venga!^^

ILuca sai dirmi se ci sono punti cruciali in cui hanno sbagliato la traduzione? Smile

Moenen ha scritto:Penso anch'io di aspettare D/visual, non vorrei ricomprarla due volte. Magari, potrei provare a leggere Orpheus. E di "Caro Fratello" che cosa mi dite? Sono belli l'anime e il manga? Se non sbaglio c'é un personaggio somigliante a Oscar che si chiama Saint Just...


Sì, Saint-Juste è un personaggio femmina-maschio.
Il manga è ok. Non è pero bello quanto Versailles no bara o Orpheus no mado. L'anime non l'ho ancora visto e a dire la verità non piace molto il character design, però sembra che alla Ikeda invece sia piaciuto!
Comunque Caro fratello sono solo 4 volumetti!^^

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Re: Ho visto Versailles no bara per la prima volta!

Messaggio Da lLuca il Ven Mar 14, 2008 6:25 pm

ILuca sai dirmi se ci sono punti cruciali in cui hanno sbagliato la traduzione?


Tralasciamo i LADY che un francese mai pronuncerebbe! Nel primo volume abbiamo tutto il lettering con MARIA ANTONIETTA che balla e canta sbagliato e addirittura un baloon è vuoto.

OSCAR chiama ANDRE' "il mio ANDRE'" qualche pagina prima di quando dovrebbe farlo e questo poi vanifica l effetto e la forza di quelle parole.

Parliamo poi degli articoli in cui Riyoko Ikeda appare come una donan schiva che non ama farsi vedere, quando in relatà è proprio l opposto.

Moenen:

Caro Fratello" che cosa mi dite


Il manga a me è piaciuto molto, l anime non mi ha invece colpito particolarmente, soprattutto se si considera il manga come storia di partenza. L anime prende uan strada tutta sua, questo anche perché è molto più lungo del manga (39 episodio contro i 4 volumetti del fumetto) e a volte è anche un po' troppo buonista.. Preso come storia a se non è malaccio, è anche delle cose molto carine, soprattutto se ti soffermi a guardare le trovate registiche.

Io partirei nel scoprirlo dal manga.

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Re: Ho visto Versailles no bara per la prima volta!

Messaggio Da Juste il Ven Mar 14, 2008 6:46 pm

Ricordo quando, nei lontani tempi del liceo, mi accostai per la prima volta a Caro fratello... (il manga) la mia reazione fu: "wtf? ma è una stupidata assolutamente grottesca e idiota!". Non riuscii a finire il primo numero.

Poco tempo fa, dopo quasi quindici anni, mi ci sono riavvicinato. L'ho letto tutto. Alla fine la mia idea è stata: "wtf? ma è una stupidata assolutamente grottesca e idiota!" ^^

Suppongo non tutte le ciambelle riescano col buco...

PS:
Non trovo alcuna assonanza tra la letteratura libertina francese, che è tardo illuministica e indi decadente in senso puramente logotico, e la narrativa della Ikeda. Peraltro, tutte e tre le radazioni della Justine (nell'ordine: Les infortunes de vertu, Justine, ou le malheurs de vertu, La nouvelle Justine, ou le malheurs de vertu) hanno una fabula e un intreccio assolutamente strumentali al tessuto filosofico messo in bocca da DeSade ai vari aguzzini della poveretta. La parte di Juliette, comunque, è essenzialmente sviluppata come 'seguito' della Nouvelle Justine, ed è un altro libro (più d'uno, in verità). Credo che la Ikeda abbia messo un libro del Divin Marchese in mano a Saint-Juste solo per fare un po' di sensazionalismo alla buona... ^^;
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Re: Ho visto Versailles no bara per la prima volta!

Messaggio Da Julius il Ven Mar 14, 2008 7:09 pm

Juste non esagerare, non è così male! >.<

ILuca: intendi che Oscar dice 'il mio André' prima di quando lo dica davanti a Fersen mentre André è stato portato via dalla folla?! Sarebbe gravissimmo.. O.o

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Re: Ho visto Versailles no bara per la prima volta!

Messaggio Da Juste il Ven Mar 14, 2008 7:11 pm

[messaggio impazzito]
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Re: Ho visto Versailles no bara per la prima volta!

Messaggio Da Betty il Lun Mar 17, 2008 10:14 pm

Juste ha scritto:Dai protagonisti, ben caratterizzati e psicologicamente indagati, alle figure di contorno solo schizzate e generalmente più ingenue, sono pressoché tutte felicità negate.

Soprattutto nei confronti della 'purezza' femminile, la felicità è negata con crudeltà. Sembra che la Ikeda non possa fare a meno di dipingere dei sistemi etici in cui la femminilità pura è un valore, ma poi questo valore viene calpestato. Da parte di una narratrice, che è chiaramente il dio della narrazione, questa è crudeltà pura: perché crei un sistema di valori se poi neghi ad ognuno delle tue creature l'affermazione all'interno di quello stesso sistema?

Credo che a Moenen questo sarà ancora più vivido con la lettura di Orhpeus no Mado.

Credo che narrativamente parlando nelle storie della Ikeda ci sia una forte influenza della letteratura russa (ricordo qui che in particolare Delitto e Castigo ha avuto una fortissima eco nella letteratura giapponese del dopoguerra essa tutta, io dico in specie perché un certo senso 'karmico' della sentire sovietico è già 'orientale' in quanto tale e in senso stretto), ma anche questo non mi basta.

Trovo che la Ikeda abbia proprio una compulsiva necessità di sfregiare la vita dei suoi personaggi, come una madre che vittima di una forte lartenza adolescenziale non può evidate -sotto sotto, proprio a livello dell'es- di desiderare il male della figlia, mentre superegoticamente vorrebbe solo il suo bene.

Questo mi fa pensare che più che le sue opere sia proprio lei, Ikeda Riyoko, a essere una persona molto triste. E trsite di una sofferenza non sublimata,, né riscattata. Anche la sua biografia mi fa pensare esattamente lo stesso, per di più.

E qui chiudo, visto che proseguire aprirebbe squarci forse troppo profondi e violenti. Del resto, si sà, sono ben pochi a poter sopportare lo squarcio del velo di Maya (dico di Shopenhauer, non della Miuchi Very Happy )...

Avete già detto tutto quello che pensavo sul "sadismo" dell'Ikeda, e molto meglio di come lo avrei esposto io, quindi non resta che quotare Shito che secondo me riassume il fulcro del problema: l'infelicità dell'Ikeda stessa. Partendo da questo presupposto si può capire la tragedia delle sue opere.

Per inciso: non mi sono presa i dvd perchè ogni volta che vedo le puntate finali soffro davvero tanto.Troppo.

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Re: Ho visto Versailles no bara per la prima volta!

Messaggio Da Julius il Lun Mar 17, 2008 10:21 pm

Anche il finale del manga non è poi tanto allegro... la scena in cui Oscar vuole essere uccisa (dopo che è morto André) a me squarcia il petto, e il manga mi fa soffrire ancor di più perché i personaggi che amo sono quelli riportati lì.

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Re: Ho visto Versailles no bara per la prima volta!

Messaggio Da Moenen il Lun Mar 17, 2008 10:39 pm

non ho i mezzi per dirlo con certezza, ma non credo che la ikeda sia così infelice come pensate.
Anzi, suppongo che possa essere l'esatto contrario. A me riesce facile immaginare storie tristi, se in quel momento la mia vita è ricca e felice. il dolore di personaggi immaginari, non mi tocca, perché sono schermato dalla mia serenità personale, e questo mi consente di fare un distinguo: questa è la mia vita, e questa è una creazione della mia fantasia.
Al contrario, se fossi infelice, vorrei cercare di alterare questo mio stato d'animo creando storie allegre, disegni che diano mi diano gioia, e che mi rasserenino.
Non sopporterei di infliggere ai miei personaggi, e ulteriormente a me stesso, i miei stessi dolori.
Infatti spesso succede che i grandi comici siano persone tristissime, mentre gli attori e i registi specializzati nell'horror o in storie drammatiche, siano persone allegre e di buona compagnia.
il comico vince la sua tristezza facendo ridere gli altri, il maestro dell'horror si mantiene sereno scaricando tensioni e nevrosi sullo schermo.

Insomma: la creazione di un artista, non riflette per forza lo stato d'animo, il carattere e le idee personali dell'autore. Può essere semplicemente una forma di compensazione, oppure il suo modo di concepire la narrazione e il messaggio che vuole dare.

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Re: Ho visto Versailles no bara per la prima volta!

Messaggio Da Betty il Mar Mar 18, 2008 12:38 am

Moenen ha scritto:non ho i mezzi per dirlo con certezza, ma non credo che la ikeda sia così infelice come pensate.
Anzi, suppongo che possa essere l'esatto contrario. A me riesce facile immaginare storie tristi, se in quel momento la mia vita è ricca e felice. il dolore di personaggi immaginari, non mi tocca, perché sono schermato dalla mia serenità personale, e questo mi consente di fare un distinguo: questa è la mia vita, e questa è una creazione della mia fantasia.
Al contrario, se fossi infelice, vorrei cercare di alterare questo mio stato d'animo creando storie allegre, disegni che diano mi diano gioia, e che mi rasserenino.
Non sopporterei di infliggere ai miei personaggi, e ulteriormente a me stesso, i miei stessi dolori.
Infatti spesso succede che i grandi comici siano persone tristissime, mentre gli attori e i registi specializzati nell'horror o in storie drammatiche, siano persone allegre e di buona compagnia.
il comico vince la sua tristezza facendo ridere gli altri, il maestro dell'horror si mantiene sereno scaricando tensioni e nevrosi sullo schermo.

Insomma: la creazione di un artista, non riflette per forza lo stato d'animo, il carattere e le idee personali dell'autore. Può essere semplicemente una forma di compensazione, oppure il suo modo di concepire la narrazione e il messaggio che vuole dare.

non so.. a me succede il contrario...quando sono triste mi dà tremendamente fastidio vedere gente felice, e se dovessi scrivere un manga trasmetterei tutta la mia infelicità sui personaggi. Una specie di condivisione del dolore. E se mi sforzassi nel dare a tutti i costi un lieto fine ai personaggi dopo un po' mi verrebbe da dire: "questi sono proprio fastidiosi, devono metterci qualche disgrazia. C'è già la gente felice attorno a me che non sopporto, me la devo anche andare a creare?"
Ovviamente vale il ragionamento opposto in caso di stato d'animo allegro! Shocked

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Re: Ho visto Versailles no bara per la prima volta!

Messaggio Da Moenen il Mar Mar 18, 2008 1:19 am

bè, chiaramente ognuno è fatto a modo suo e non ci sono regole scientifiche. Very Happy
Tu sei infelice e causi disgrazie ai tuoi personaggi. io sono infelice e cerco di "vivere" la felicità attraverso i miei personaggi. In entrambi i casi stiamo cercando una compensazione, anche se il modo di trovarla può essere diametralmente opposto.
Attenzione però: devi metterti nei panni di chi vive, professionalmente, scrivendo storie. Finché lo fai per hobby, allora puoi fare ai tuoi personaggi ciò che ti pare. Ma se quei personaggi rappresentano la tua fonte di reddito, ti verrebbe difficile "farli fuori" per puro capriccio.
Poi ci sono le regole interne della storia: un racconto impostato in un certo modo deve finire in un modo coerente. Spesso sono la storia o gli stessi personaggi che dettano il finale.
Lo scrittore in quei casi appare come una specie di spettatore: i personaggi prendono il sopravvento, parlano, si muovono... e vivono la loro vita, seguendo il loro carattere e il loro destino.
E' quindi difficile capire se la Ikeda "colpisca" i suoi personaggi per puro "sadismo"... é possibile che non veda altra soluzione.
Comunque un certo suo accanimento, anche coi personaggi minori, mi fa sospettare che un po' di compiacimento ci possa essere. Lo fa per puro sfogo o per sua idea narrativa? sarebbe interessante domandarglielo.

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Re: Ho visto Versailles no bara per la prima volta!

Messaggio Da lLuca il Mar Mar 18, 2008 2:17 am

Concordo, io non credo che l Ikeda sia una donna triste o che abbia avuto chissà quale problema e ha deciso di sfogarsi sui suoi personaggi, è stato tutta una questone di fabula di racconto, come detto in qualche mio post precendete, una questione di forze e di costruzione.

Il periodo di Vnb dev esser stato per lei molto felice a giudicare dalle lettere ai suoi lettori:

1) E' riuscita a dimostrare ch ela storia che voleva creare alal casa editrice era vincente
2) Ha raggiunto uno dei suoi sogni
3) S innamorò e sposò
4) Vnb la fece diventare al quanto ricca

e potrei ben continuare...

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Re: Ho visto Versailles no bara per la prima volta!

Messaggio Da Betty il Mar Mar 18, 2008 2:56 pm

Moenen ha scritto:Attenzione però: devi metterti nei panni di chi vive, professionalmente, scrivendo storie. Finché lo fai per hobby, allora puoi fare ai tuoi personaggi ciò che ti pare. Ma se quei personaggi rappresentano la tua fonte di reddito, ti verrebbe difficile "farli fuori" per puro capriccio.

Ma infatti li fai fuori solo alla fine. E da un mero punto di vista redditizio direi che il pathos è il modo migliore per coinvolgere il pubblico, per questo secondo me ci ficca le varie tragedie minori in modo gratuito. Incollano il lettore ancor di più alla storia creando quell'aria di dramma collettivo che culminerà con l'apice finale, la tragica morte dei protagonisti.

Certo, c'è sicuramente un pizzico di sadismo da parte dell'Ikeda. Lo fa perchè è infelice o per incrementare il pathos, quindi strategia narrativa?
Comunque sia sicuramente raggiunge il suo scopo:non riesco a staccarmi dalle sue opere tanto è grande il mio coinvolgimento emotivo. Le leggo e piango, le guardo e piango, le rileggo e piango, le riguardo e piango.
Questa donna è un genio della commedia (e del marketing).

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